Mattoni bio con gli scarti della birra

Uno studio portoghese sottolinea l’alta efficienza di questo tipo di mattoni per la bioedilizia

Un gruppo di ricercatori del Polytechnic Institute di Tomar in Portogallo ha scoperto che gli scarti del malto d’orzo e del granoturco  che derivano dalla produzione della birra,  lavorati insieme alla pasta d’argilla, permettono di ottenere mattoni  ad alta resa per l’edilizia senza l’ausilio del polistirene. Questo polimero sintetico normalmente impiegato per aumentare l’efficienza dei mattoni, comporta infatti un elevata emissione di CO2 nell’ambiente riflettendosi in costi elevati per le aziende produttrici visti gli inasprimenti delle nome UE  vigenti in proposito. Le fibre vegetali di orzo e mais  sono in grado di intrappolare l’aria  rendendo più porosa l’argilla e riducendo la dispersione del calore. La resistenza dei mattoni  cosi ottenuti sembra equiparabile a quella dei prodotti attualmente in uso e li  fa quindi considerare una scelta di elezione per la bioedilizia. Un ennesima dimostrazione della potenziale grande utilità del riciclo.

FONTE: Ferraz, E., Coroado, J., Gamelas, J., Silva, J., Rocha, F., and Velosa, A. (2013). Spent Brewery Grains for Improvement of Thermal Insulation of Ceramic Bricks. J. Mater. Civ. Eng., 25(11), 1638–1646.

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