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Dal mondo della scienza
 
Dicembre  2009
Il bere moderato riduce la mortalità femminile. Ma solo nelle donne “bianche”


Lo studio pubblicato sull’American Journal of Hypertension conferma una sorta di “immunità” rispetto all’azione protettiva dell’alcol nelle donne afroamericane.


La donne che consumano alcol in maniera moderata hanno un minore rischio di mortalità. La conferma arriva da uno studio americano che ha preso in esame oltre centomila donne di origine caucasica in post-menopausa. È ormai accertato che le donne che si trovano in questa fase della propria vita siano vittime di eventi cardiovascolari più frequentemente rispetto al periodo di fertilità. Molto probabilmente questa sorta di scudo protettivo dell’età fertile è garantito da un alto livello di ormoni in circolo che in qualche modo riescono a tenere a bada lo sviluppo di patologie legate al cuore. Ma non appena sopraggiunge la menopausa, la barriera di sostegno inizia a scricchiolare, portando rapidamente le donne allo stesso livello di rischio degli uomini.  
La ricerca del team guidato da Matthew Freiberg dell’università della Pennsylvania non si è limitato ad indagare la relazione tra consumo moderato di alcol e mortalità, ma ha voluto testare se la relazione positiva osservata in un gruppo di donne caucasiche si confermasse anche per le donne afroamericane, per le quali l’equazione sembra essere meno evidente (1).
Le ragioni della profonda differenza osservata tra i due gruppi di donne sono piuttosto complesse e vanno da un’incidenza elevata di ipertensione nelle donne afroamericane che peraltro sembrano meno inclini a consumare l’alcol in maniera moderata, preferendo astenersi del tutto o, al contrario, abbandonarsi agli eccessi.

Lo studio
Sotto la lente degli studiosi è finita una fetta del più grande progetto epidemiologico Women’s Health Initiative, che dal 1994 al 1998 ha reclutato un alto numero di donne americane. Freiberg e colleghi hanno studiato solo una parte del bacino di informazioni, prendendo in considerazione circa 100mila donne di origine caucasica e oltre 10mila afroamericane in postmenopausa e senza una storia di cancro o malattie cardiovascolari. Dopo un follow-up di otto anni, i ricercatori sono andati a vedere la mortalità in entrambi i gruppi, per scoprire se il consumo moderato di alcol potesse essere in qualche modo correlato agli eventi osservati. Rispetto alle astemie “irriducibili” quelle cioè che non hanno mai toccato una goccia di alcol in vita loro, le donne caucasiche che bevevano moderatamente (da uno a 7 drink a settimana) registravano una mortalità inferiore. Stessa cosa per le donne con ipertensione. Lo scenario cambia quando si passa al gruppo afroamericano. In questo caso le donne che consumavano alcol in maniera moderata non riportavano alcun beneficio in termini di mortalità, a meno che non fossero ipertese: in quel caso l’alcol aveva un qualche effetto protettivo.

Le ragioni di un’apparente immunità delle donne afroamericane
Nel caso della ricerca pubblicata sulla rivista American Journal of Hypertension le donne cosiddette di colore erano molto meno numerose rispetto alle colleghe bianche, circa un decimo; il che spiegherebbe perché la significatività statistica delle analisi è risultata più debole rispetto alle misurazioni effettuate nel gruppo delle caucasiche. Come sottolinea l’epidemiologo di Boston Curtis Ellison in un suo interessante commento allo studio, risultati simili erano già venuti fuori dallo studio di Sempos (2) che non trovò una correlazione significativa tra il consumo di alcol e la mortalità nelle donne afroamericane. In quel caso, le donne che bevevano in maniera non occasionale erano davvero molto poche.
Per la ricerca di Freiberg vale più o meno lo stesso ragionamento: nonostante le donne afroamericane prese in considerazione non siano poche, il numero di morti registrate nel gruppo non iperteso è piuttosto piccolo, così come modesto è il numero di donne che assume alcol in maniera moderata.
Un brutto guaio per gli epidemiologi, che quindi non sono riusciti a tirar fuori delle associazioni importanti in questa direzione. Tutta un’altra storia se invece si prendono in considerazione le donne “di colore” con pressione arteriosa fuori dal range di normalità. Il consumo moderato di alcol si è rivelato un fattore importante per l’abbattimento del rischio di mortalità, al contrario di quanto avviene invece nel gruppo di donne afroamericane con pressione arteriosa nella norma, dove l’alcol sembra avere le mani legate non riuscendo, di fatto, ad assicurare nessun tipo di protezione.  
Che dietro le differenze osservate tra i due gruppi di donne ci siano ragioni biologiche o modalità di bere alcol profondamente diverse è una questione ancora tutta da chiarire, con cui la scienza sta facendo ancora i conti.

Marialaura Bonaccio
Laboratori di Ricerca, Università Cattolica, Campobasso




Fonti:

(1) Freiberg MS et al., Alcohol Consumption, Hypertension, and Total
Mortality Among Women, Am J Hypertens. 2009 Nov;22(11):1212-8

(2) Sempos CT et al., Average volume of alcohol consumption and
all-cause mortality in African Americans: the NHEFS cohort, Alcohol
Clin Exp Res. 2003 Jan;27(1):88-92.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19823890?itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum&ordinalpos=1

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12544011?itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum&ordinalpos=6






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