Il bere mediterraneo contro abuso e dipendenza da alcol

consumo-aprile017Può il modello mediterraneo che prevede un consumo di bevande alcoliche moderato e conviviale aiutare a prevenire gli abusi di alcol e a trattare i soggetti dipendenti? Prova a dare la risposta un confronto tra esperti promosso dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool.

Un utilizzo moderato di alcol è in grado di generare benessere a livello individuale e collettivo. E questa è certamente la ragione per la quale l’uomo ricerca e consuma bevande alcoliche da quando ha fatto la sua comparsa sulla terra. Ma forse c’è di più. Il modo di bere tipico della nostra cultura mediterranea, dove le bevande alcoliche sono parte integrante del modo di mangiare e di socializzare delle persone, non solo è positivo, ma può anche costituire un deterrente efficace nei confronti dei comportamenti di abuso dell’alcol stesso e forse rappresentare persino uno strumento utile nel trattamento della dipendenza da alcol. Se ne è parlato in un Convegno promosso a Verona dal Centro Soranzo per il trattamento dell Dipendenze da alcol, droghe e gioco d’azzardo in collaborazione con L’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool. Da cosa dipende la tendenza ad abusare di alcol? La genetica è responsabile solo per il 50%. L’altro aspetto determinante nel rendere l’individuo suscettibile all’abuso è l’influenza dell’ambiente e come quest’ultimo interagisce con il patrimonio genetico nella costruzione della personalità. L’emozione provocata da un consumo moderato di alcol non è di per se’ sbagliata , ciò che conduce all’abuso è la sua associazione con il comportamento. È forse possibile quindi educare chi abusa a gestire il piacere provocato dall’alcol fornendo nuovi significati a questo piacere, senza negarlo e farlo così diventare un tabù, pur mantenendo fermo l’obiettivo di ridurne e abolirne il consumo. In questa direzione esistono già programmi sperimentali di trattamento come quello sviluppato dalla Comunità terapeutica l’Arcobaleno di Capodarco ( Fermo).

Fonte: Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool www.alcolnet.it

Postato da paola baraldi

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